![]() Solo la pittura però è stata scelta dalla Mazzucco per un semplice criterio giornalistico di reale riproduzione su carta dell’opera stessa. Niente statue, ex-voto, bronzetti o capitelli, solo dipinti con cui vale la pena trascorrere del tempo e conoscere la loro storia, affascinante e unica. Attraversando cinque secoli queste opere sono state create da uomini o donne, assassini o santi, intellettuali o analfabeti, ubriaconi o matti. Quella de Il museo del mondo non è una semplice antologia dell’arte, ma è una scelta in divenire fatta coscientemente dalla critica sapendo che un mese dopo, un anno dopo la sua selezione potrebbe cambiare, influenzata da altre condizioni, da altre personalissime sensazioni. Artisti famosissimi o assolutamente fuori dal coro compongono il puzzle non cronologico di Melania Mazzucco che prima di raccontare l’arte racchiusa in ogni dipinto l’ha dovuto annusare, guardare da vicino, scorgendone le crepe e le sfumature. Un dipinto fatto per amore, per denaro, per devozione religiosa o per pura commissione va ascoltato e continuamente scoperto e riascoltato, come un bambino, come un figlio. Nessun museo reale potrebbe contenere tutte le opere d’arte del mondo, la Mazzucco però ci racconta qui le cinquanta per lei più significative, che hanno condizionato o trasformato un’epoca, influenzando così il cuore della gente. Melania Mazzucco, Il museo del mondo, Einaudi 2014, 240 pag, 33.00 €. |
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