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68° Premio Strega, ecco i vincitori

pubblicato 08 apr 2014, 03:19 da Libreria Italiana Lussemburgo   [ aggiornato in data 11 lug 2014, 05:42 ]
Il desiderio di essere come tutti  - Francesco Piccolo
I funerali di Berlinguer e la scoperta del piacere di perdere, il rapimento Moro e il tradimento del padre, il coraggio intellettuale di Parise e il primo amore che muore il giorno di San Valentino, il discorso con cui Bertinotti cancellò il governo Prodi e la resa definitiva al gene della superficialità, la vita quotidiana durante i vent'anni di Berlusconi al potere, una frase di Craxi e un racconto di Carver... Se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo all'indietro la strada è ben segnalata, una scia di intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli: il filo dei nostri giorni. Francesco Piccolo ha scritto un libro che è insieme il romanzo della sinistra italiana e un racconto di formazione individuale e collettiva: sarà impossibile non rispecchiarsi in queste pagine (per affinità o per opposizione), rileggendo parole e cose, rivelazioni e scacchi della nostra storia personale, e ricordando a ogni pagina che tutto ci riguarda. "Un'epoca quella in cui si vive - non si respinge, si può soltanto accoglierla".


Vincitore Premio Strega giovani


Non dirmi che hai paura - Catozzella Giuseppe
Le pagine di Non dirmi che hai paura, di Giuseppe Catozzella, colpiscono come un pugno. Sono pagine che raccontano una storia pregna di dolore, di violenza e di disperazione, ma anche di forza di volontà e di speranza. A Mogadiscio la vita non è facile. In tutta la Somalia si percepisce che l’atmosfera si fa sempre più tesa e la violenza comincia a farsi largo a colpi di arma da fuoco. L’epicentro del dramma incombente è proprio Mogadiscio. E’ qui che vive Samia. Lei è una ragazzina che ama correre. Accanto a lei c’è Ali, amico del cuore e suo primo allenatore. Mentre tutto intorno la violenza dilaga, Samia guarda avanti e continua a correre e ad allenarsi. Per lei la corsa diventa un modo per riscattare la condizione in cui versa suo paese. Si allena anche di notte e alla fine la sua forza di volontà viene premiata. E’ alle olimpiadi di Pechino, dove pur non vincendo, esce dalla competizione a testa alta. E’ ancora giovane Samia, e sa che alle olimpiadi di Londra potrà agguantare quella medaglia che rappresenterebbe una vittoria sulla guerra e sull’oppressione. Tornata in Somalia però la situazione precipita. 
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