Il racconto dell’ancella –
Margaret Atwood
Edizione originale
del 1985, titolo originale The Handmaid’s
Tale
Traduzione di
Camillo Pennati
Ponte alle Grazie,
2017, €16.80
Immaginate un mondo
in cui la donna è solo un contenitore con lo scopo di procreare. In cui non può
leggere, non può avere una sua opinione, non può guardare nessuno in viso e non
può più avere neanche un nome, un’identità. No, non è un incubo medievale, ma
la realtà immaginata da Margaret Atwood nel suo romanzo del 1985 “Il Racconto dell’ancella”. In un’America
distrutta dai conflitti nucleari la maggior parte delle persone sono sterili e
la più grande risorsa sono diventate le poche donne fertili, che, strappate
alla loro vita, diventano le Ancelle: donne rieducate e costrette a rapporti
non consenzienti, stabiliti con una metodologia rigorosa, con l’unico fine di
accrescere le famiglie dei potenti. Al governo una setta pseudo-biblica,
intransigente e conservatrice, dei fanatici religiosi che governano con la
violenza e le rappresaglie e che riducono al silenzio chiunque vada contro la
loro “religione”. Il romanzo è raccontato in prima persona da Difred (proprietà
di Fred), un’Ancella costretta a servire la famiglia del Comandante e la cui
unica ribellione possibile sono i ricordi: della sua famiglia, di sua figlia, della
sua libertà e del nome che aveva. Un romanzo distopico che fa molto riflettere
e che è tornato alla ribalta grazie all’omonima serie televisiva del 2017,
anche questa, come il libro, molto consigliata.
Chiara Galimberti
per La Libreria Italiana |