2013 #01 - La pecora nera - Ascanio Celestini

L'appuntamento è per giovedì 7 febbraio alle ore 19:00 in Libreria.

L'Autore
Ascanio Celestini è attore teatrale, regista cinematografico, scrittore e drammaturgo.
Dopo gli anni dell'apprendistato maturato con il Teatro Agricolo O del Montevaso, Celestini scrive ed interpreta il suo primo spettacolo, Cicoria. In fondo al mondo, Pasolini (1998), e tra il 1998 ed il 2000 compone la trilogia Milleuno. 
Negli anni successivi Ascanio Celestini riceve svariati riconoscimenti istituzionali tra cui nel 2004 il Premio Fescennino d'oro, il Premio Gassman come miglior giovane talento, nel 2005 il Premio Ubu per lo spettacolo Scemo di guerra, il Premio Satira Politica e molti altri.
La svolta della carriera artistica è segnata dalla scrittura ed interpretazione di Radio clandestina (2000), sull'eccidio delle Fosse Ardeatine, cui seguono altri lavori. Cecafumo è un montaggio di fiabe della tradizione popolare italiana; Fabbrica, narrazione in forma di lettera sulla vita operaia; Scemo di guerra. 4 giugno 1944 riadattamento delle vicende personali del padre dell'autore, sullo sfondo drammatico dell'ingresso degli americani a Roma, e La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico, sull'istituzione del manicomio e sulle manie dell'odierna società dei consumi. Nel 2006 Celstini ha presentato Live. Appunti per un film sulla lotta di classe, uno spettacolo-lavoro in corso che cambia cercando di seguire il variare delle condizioni del lavoro precario in Italia. 
Ascanio Celestini è considerato uno dei rappresentanti del cosiddetto teatro di narrazione: i suoi spettacoli sono fatti di storie raccontate e sono preceduti da un lungo e approfondito lavoro di raccolta di materiale, e sono caratterizzati da un'economia di mezzi attoriali e scenografici: i movimenti dell'attore sulla scena sono ridotti al minimo e la comunicazione si svolge attraverso le capacità di affabulazione. Il ritmo vocale è rapido e quasi senza pause, la scenografia elementare.
Nell'opera di Celestini la Storia si mescola sempre con micro-storie e vicende personali, mentre l'irruzione del fantastico connota il suo lavoro come marcatamente popolare.